la Quiete del Tempo

Un grande spazio di silenzio sostiene tutta la natura nel suo abbraccio.
Eckhart Tolle, Parole dalla quiete

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I fuochi di Samhain sono stati accesi. Le nuove fiamme dell’anno hanno brillato nel mondo e nell’anima.  Questo tempo ci insegna realmente il valore della discesa nel regno della quiete, del riposo e della riflessione; temi divenuti alieni nella nostra società. Riscoprire questi valori, i loro doni di guarigione per l’anima, è il dono che questo tempo ci offre. Dono che la terra ci ricorda nei suoi cicli e che i nostri Antenati tenevano in alta considerazione. La stessa festa di Samhain ci richiama a questo stato: tra tutte le feste dell’anno celtico, è quella che marca maggiormente il concetto del silenzio e della contemplazione interiore.

Una delle applicazioni pratiche della Ruota dell’Anno è quella di armonizzare il nostro ritmo interiore con quello esteriore. Che ne siamo consapevoli o meno, ciò avviene a più livelli dell’essere. Le attività quotidiane e la frenesia incessante che caratterizzano il nostro tempo, influenzano questi ritmi innalzando i nostri livelli di stress, di traumi e sofferenze che soffochiamo che per poter correre ancora di più. Ciò ci conduce verso stati di ansia, di pausa, di insonnia e depressione… in pratica si verifica uno sbilanciamento tra il dare e il ricevere per potersi rigenerare.

Rallentare e scendere in uno stato di quiete nella mente e poi nel corpo, diviene un esigenza sempre più importante, sempre più naturale per coloro che vivono la Ruota dell’Anno e la integrano ad un livello profondo del loro cammino. Per rallentare c’è bisogno di quiete. Per entrare in uno spazio di quiete c’è bisogno di ascoltarsi. Ascoltarsi significa entrare in uno spazio neutro, uno spazio sacro dentro e fuori di noi. Uno spazio di non giudizio, di non controllo, di non azione. Concetti tosti per la nostra mentalità occidentale che confonde lo stato di quiete con l’essere passivi o mezzi addormentati.

Si dice che l’Euthimia, l’assenza del turbamento, sia la chiave della felicità. Non ci veine chiesto di eliminare i nostri ritmi quotidiani, ma di attivare un processo intimo d’ascolto che ci permetta di far emergere qualità come la lentezza, la presenza nel presente e il Silenzio dell’anima, la tranquillità d’animo, la leggerezza che dona equilibrio alle proprie emozioni.  Tutto ciò innesca un processo di auto guarigione del sistema nervoso e quindi nella nostra coscienza, in armonia con la natura. Alla fine il lavoro della Spiritualità Druidica è questo: portarci nella dimensione del nostro spazio e permetterci di sintonizzarci alla Natura senza alienarci dal mondo in cui viviamo.

Vostro nella Quiete del Bosco

Aeothin /|\

© Bosco dei Noccioli 2016

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