Tutto questo non è un Film

Questo bellissimo articolo di Bran, Paolo Veneziani del Grove del Cerchio di Anu, pone la nostra attenzione sul nostro tempo, la nostra realtà e sul valore della nostra attenzione.

Credo fortemente che ogni cammino spirituale debba guidarci e sostenerci per affrontare al meglio le sfide del nostro tempo. Con l’augurio che questo articolo possa stimolare in voi semi di riflessione da spargere nelle vostra vita e in quella degli altri.

Aeothin 

Il desiderio è metà della vita; l’indifferenza è già metà della morte.

(Kahlil Gibran)

Druid Craftarot by Will Worthington
The DruidCraft Tarot by Will Worthington

E ormai innegabile, la nostra tanto cara civiltà occidentale ci sta portando sull’orlo del precipizio, trasformando parte dell’ umanità, quella maggiormente privilegiata, in semplici e addormentati automi. La tecnologia, in questi ultimi decenni ha fatto passi da gigante, rendendo reali e tangibili oggetti che, almeno per le persone della mia generazione, erano considerati solo i frammenti visionari scaturiti dalla fantasiosa mente di bravi autori dei telefilm di fantascienza. La cultura tecnologica continua a creare nuovi e più allettanti bisogni e ci spinge a sempre nuovi consumi, il più delle volte non necessari. La nostra è una collettività che ha prodotto anche miseria e sofferenze, allargando il divario sociale tra chi sta bene e chi, vuoi per una ragione o per l’ altra, vive nel bisogno o è alla ricerca costante dei soli beni primari.

Cosa c’ entra questo con noi ?  Beh, è indiscutibile che noi siamo parte attiva di questo mutamento. La tecnologia della quale disponiamo, se ben utilizzata porta con se degli innegabili vantaggi, migliorando la nostra vita, accorciando le distanze, facendoci partecipi quasi fossimo i protagonisti di  un reality show, delle vicende, delle miserie, delle gioie e dei drammi altrui.

Proprio su quest’ ultimo punto sorge uno dei problemi più grandi. Siamo talmente assuefatti e bombardati da continue informazioni che ormai siamo diventati indifferenti, quasi narcotizzati da tutto quanto succede fuori dalle mura protette della nostra abitazione.

A volte non riusciamo più a distinguere tra realtà e finzione cinematografica. I servizi giornalistici dei vari TG, ci propongono ogni giorno, ad ogni ora, immagini raccapriccianti di guerre di inaudita brutalità, violenze perpetuate su bambini, donne e uomini che soffrono o muoiono davanti ai nostri stessi occhi, immagini filtrate solo dallo schermo televisivo. Beh, tutto questo non è un film, è reale e alcune volte è in presa diretta. Mentre siamo seduti a tavola e guardiamo la TV, osserviamo la cruda realtà di un mondo che ha perso il senso del dono e del valore intrinseco presente in ogni vita che si spegne.

L’ indifferenza è forse il peggior nemico di noi stessi, sicuramente il più subdolo e infimo.

A mio modesto avviso, il vero compito di chi segue un sentiero spirituale, qualsiasi percorso decida di seguire, è quello di riportarci ad uno stato di coscienza non più anestetizzato, aiutandoci a sbarazzarci di quel velo che offusca la nostra vista alla realtà che ci circonda, quel nero e pesante velo che ci spegne il cuore e ci fa restare indifferenti di fronte alle sofferenze altrui. Chi percorre un sentiero spirituale avrebbe  l’ obbligo di indicare una via che ci permetta di comprendere che siamo un unica realtà interdipendente e strettamente connessa. Religioni o filosofie che non hanno alla base l’ uso del  cuore quale materia prima e più preziosa, non portano a nulla se non ad un ulteriore senso di alienamento socio/culturale, destinato a sua volta a  perpetuare antichi schemi ormai obsoleti, sorpassati e soprattutto dannosi per l’essere umano. Decidere di percorrere un sentiero che si basa sull’uso del cuore è complicato, a volte doloroso, in alcuni casi incomprensibile ai più, ma la vera forza di noi stessi risiede proprio li, dove nasce compassione e amore, dove non esistono dicotomie di nessun genere, quel luogo che a volte, volutamente o meno, dimentichiamo ma che, con il suo incessante battito ci spinge a ricordare che siamo fratelli che percorrono lo stesso impervio, tortuoso, faticoso ma nel contempo, meraviglioso sentiero che  chiamiamo vita.

Per giungere a questa realtà dobbiamo trasformare noi stessi attraverso un lavoro etico/filosofico, dirigendo la nostra ragione verso la costruzione di una nuova società basata sulla libertà individuale, scevra da ogni assolutismo o dogma imposto. Una società nella quale vengano riscoperti gli originari valori tramandati, per esempio, dalle antiche Saghe Arturiane, nelle quali chi è più forte si affianca sempre all’oppresso, Una società dove il ” potente ” siede ad una tavola rotonda per manifestare esternamente ed interiormente la propria assoluta e ferma volontà di essere al servizio, da pari a pari, da fratello a fratello. Solo in questa maniera sarà possibile passare dalla costruzione di chiese e di templi visibili ma vuoti, all’ edificazione  di veri e propri santuari invisibili ai più, ma stracolmi di lucente sacralità. Veri e propri centri di compassionevole luce che, come fari nella notte, illumineranno il nostro cammino, facilitando, nel contempo, la strada di chi lo percorre assieme a noi.

Tuo nella Consapevolezza della Sacralità della Vita

Bran, Paolo Veneziani /|\

© Bosco dei Noccioli 2015

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