Il Respiro,il Nwyfre e la Consapevolezza

“La vita é il mondo del respiro”

Shakespeare nel Riccardo III

-Druidcraft Tarot by Philip and Stephanie Carr Gomm-
-Druidcraft Tarot by Philip and Stephanie Carr Gomm-

Buona parte del nostro cammino nel Druidismo comprende lavori nei piani interiori dell’essere, lavori che mirano a portarci in contatto con la nostra parte più intima, cosi da poter agire da una prospettiva più profonda. Ascolto, Comprensione ed Espressione rappresentano le mete a cui tendere in questo lungo viaggio.   La parte più importante di tutti questi lavori data dalla predisposizione all’Ascolto di noi stessi. La chiave principale per l’ascolto di noi stessi, risiede nel Respiro.

Il respiro è ciò che ci permette di essere nel qui e ora…. Iniziamo la vita con un inspirazione e la finiamo con un espirazione concludendo il nostro ciclo vitale. Il respiro è vita!! Potremmo vivere per settimane senza mangiare e per alcuni giorni senza bere, ma è impossibile vivere senza respirare! Tutti quanti respiriamo, ma farlo in modo consapevole e corretto è un’altra cosa! Questo perché rientra in quella categoria di processi automatici del nostro organismo, che funzionano anche senza l’intervento della nostra volontà.

Essere consapevoli del nostro respiro ci trasporta nel nostro corpo, nel momento presente, nell’adesso… le chiavi per tutte le trasformazioni interiori.

Ma…da dove partire?

Il primo passo per entrare in contatto con il nostro respiro consiste nel rendere ogni atto respiratorio, composto da una fase d’inspirazione (INS) ed una fase d’espirazione (ESP), più pieno e profondo di quanto lo è normalmente, allungando la loro durata coscientemente.  Erroneamente si crede che la fase più importante della respirazione sia l’introduzione dell’aria dentro di noi, cioè l’inspirazione, mentre è vero l’esatto contrario: più aria “consumata” si riesce ad espellere, maggiore sarà la quantità d’aria fresca che i polmoni potranno ricevere. Quindi la tecnica base prevede un raddoppiamento del tempo d’espirazione (ESP) rispetto a quello d’inspirazione (INS). Già applicando questa semplice indicazione, sarà facile notare un netto miglioramento nella qualità d’attenzione e percezione del nostro flusso mentale.

Nel secondo passo portiamo la nostra attenzione alla muscolatura responsabile dei nostri atti respiratori (per motivi di spazio e fluidità non mi soffermerò sulla parte anatomica/fisiologica della respirazione; invito comunque tutti a fare qualche studio e approfondimento in merito).

Di solito si tende a respirare con superficialità, utilizzando prevalentemente la muscolatura toracica senza far intervenire il diaframma, il muscolo principale del processo respiratorio. Questa superficialità porta una minore quantità d’ossigeno all’interno dei polmoni, i quali vengono fatti lavorare solo nella loro parte più alta.  Un grande maestro di Yoga dei nostri tempi, Sri Desikachar, nel suo libro “il cuore dello Yoga” suggerisce una semplice tecnica per rendere la respirazione nutriente ed efficace:

“ Inspirando, riempiamo prima il torace e poi l’addome. Espirando, iniziamo a svuotarci dall’addome e finiamo svuotando la parte superiore del torace”

Un dettaglio anatomico importante, che è bene curare fin da subito in questa fase, è il controllo della cintura addominale; ovvero bisogna tenere in tono (leggermente) la parte degli addominali che si trova al di sotto dell’ombelico, per evitare che nel tempo questa parete si dilati causando un cedimento e un rigonfiamento del ventre. Respirare dall’addome non significa gonfiare d’aria la pancia (“spanciare”).

Una volta stabilito il ritmo respiratorio (la durata delle fasi INS e ESP) e messo in moto correttamente la muscolatura coinvolta nell’ intero processo, si può passare al terzo passo: la consapevolezza del respiro. Essere consapevoli dell’intero processo respiratorio significa rimanere coscienti sul nostro respiro, stabilendo così un forte legame d’attenzione con la nostra mente. Respirando consapevolmente il velo che ricopre la mente viene sollevato poco  a poco, portando cosi chiarezza, pace e silenzio. La mente diviene pronta per la meditazione, o per altri tipi di lavoro interiore nella nostra Radura Sacra.

“ Quando il respiro è agitato la mente è instabile

ma quando si acquieta, anche la mente è in pace”

Hatha Pradipika

Esistono alcuni semplici suggerimenti pratici per sviluppare e mantenere questa consapevolezza costante;  e la tradizione yogica ci consiglia di sperimentarli tutti quanti a rotazione e di non soffermarsi mai su uno soltanto, in quanto il semplice fatto di cambiare  metodo continuamente, permette alla mente di restare sempre vigile e consapevole:

  1. Seguire il movimento del respiro in tutto il corpo sia in inspirazione che nell’espirazione
  2. Concentrasi nel punto del corpo dove sentiamo il respiro o dove vogliamo indirizzare il respiro
  3. Concentrare l’attenzione nelle narici, ascoltando il punto in cui l’aria fresca entra e l’aria calda esce

Questi tre passi uniti insieme rappresentano la base per tutti i tipi di tecniche di respirazione che nello Yoga prendono il nome di Pranayama (Prana è l’energia vitale, Yama è il controllo) che consiste in una serie di tecniche di respirazione la cui pratica mira al ripristino e al potenziamento dell’energia vitale nel nostro organismo.

Il Prana, di cui parla nello Yoga e nelle altre discipline orientali , è quell’Energia Vitale presente nell’aria che nella tradizione Druidica prende il nome di Nwyfre. Respirando profondamente e consapevolmente attingiamo al Nwyfre presente nell’aria e lo combiniamo al Nwyfre presente già in noi stessi, contribuendo ad aumentarne il suo livello.

La quantità di Nwyfre presente nel nostro corpo cambia costantemente  nel corso del giorno, dei mesi, degli anni in relazione stretta alle nostre emozioni, alle stagioni e allo stato di salute del nostro organismo.

Quando siamo agitati, preoccupati, arrabbiati, inquieti, ansiosi è facile riscontrare come disperdiamo energia all’esterno anziché trattenerla dentro di noi. La scarsità di energia vitale si può manifestare come un senso di costrizione, di blocco, mancanza di motivazione, svogliatezza, depressione e , talvolta, può causare malattie fisiche.

Al contrario, più siamo sereni ed equilibrati più energia sarà presente dentro di noi.

Il nostro stato mentale è strettamente collegato alla qualità del Nwyfre interno, e poiché siamo in grado di influenzare il suo flusso attraverso la consapevolezza del respiro, la qualità della respirazione influenzerà inevitabilmente il nostro stato mentale.

Appare così evidente come sia importante per noi sviluppare e mantenere un profondo stato di coscienza sul nostro respiro, non solo quando ci apprestiamo ai lavori interiori ma, in ogni momento della nostra giornata.

Ma non basta respirare affinché il Nwyfre affluisca dentro di noi e produca i suoi effetti benefici. I miglior effetti si producono quando si mettono in atto cambiamenti positivi nella nostro modo di pensare e vivere. Così nelle nostre Radure mentre ci predisponiamo ad un lavoro nei piani interiori, possiamo iniziare dal respiro per calmare la mente e ampliare lo stato di coscienza. Questo lavoro, combinato al nostro personale cammino, ci porterà nel tempo alla rimozione dei blocchi, a migliorare il nostro comportamento, la fiducia in se stessi, ridurre lo stress e potenziare l’apprendimento. La sua influenza può estendersi ad effetti benefici su patologie fisiche quali l’asma, le malattie da raffreddamento, i problemi digestivi e i disturbi cardio-circolatori.

Trovo sia meraviglioso come un semplice respiro, che ripetiamo mediamente 16-20 volte al minuto (23040/28800 volte in una singola giornata!!!!!), possa diventare una vera e propria terapia globale per il nostro essere, se fatto con consapevolezza. Respirando in modo non consapevole ci priviamo della più importante (e gratuita) fonte d’energia di cui disponiamo, privandoci anche del tempo per noi stessi e della nostra salute.

E benché siano stati scritti moltissimi libri e sviluppate moltissime tecniche di respirazione, credo fermamente che essendo per noi l’azione vitale principale innata, non occorra praticare complesse tecniche per beneficiare dei suoi effetti.

Credo sia più importante soffermarsi sull’atto respiratorio in se stesso, prendendone consapevolezza, assaporandolo, vivendolo e sentendolo mentre ci porta i doni più importanti per noi: la Vita e la nostra Consapevolezza di vivere!

Aeothin /|\

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